Come Motivare Gli Altri A Lungo Termine: Cosa Fare e Non Fare Secondo Daniel Pink

Come Motivare Le Persone

 

Che cosa è che ci motiva realmente a portare a termine un compito lungo e difficile e che, una volta realizzato, sarà in grado di fare una differenza significativa nella nostra vita personale o professionale?

Questa è una domanda che qualsiasi ibero professionista o imprenditore e si trova a farsi una volta deciso di abbracciare questo tipo di percorso che è una vera e propria filosofia di vita.

La risposta a questa domanda è l’unica cartina tornasole in grado di manifestare la vera natura di coloro che desiderano abbinare alla libertà, la loro capacità di crescita del fatturato.

A questa domanda così semplice ed allo stesso tempo complessa, risponde l’esperto in scienza comportamentale Daniel Pink che nel libro “Drive”, indaga questo aspetto sulla base degli ultimi studi scientifici.

Secondo Pink, c’è una grossa differenza tra la capacità di motivare gli altri per raggiungere obiettivi a breve termine e la stessa capacità in caso di obiettivi di lunga portata.

Nel primo caso, quello degli obiettivi a breve termine, l’incentivo esterno, come ad esempio un bonus in cash, funziona quasi sempre.

Ad esempio potresti motivare un impiegato a breve termine con un incentivo in caso di lavoro noioso e ripetitivo come il data entry.

L’equivalenza “Se fai questo, ti ripagherò con questo” è perciò ok per compiti noiosi e ripetitivi ma non porta ad alcun risultato nel caso di compiti complessi e soluzioni creative a problemi non banali.

In questo caso invece, se volete ottenere risultati a lungo termine l’incentivo economico non funziona.

Ma che cosa funziona allora? I cosiddetti motivatore intrinsechi.

La prima cosa che funziona ad esempio, è quello di garantire ad un dipendente un buon grado di autonomia.

Ad esempio, il co-founder di Atlassian (una software company), Mike Cannon-Brokes, ottenne maggiori risultati quando permise ai suoi programmatori di avere un giorno dove potevano scegliere autonomamente in quale luogo lavorare.

Il rendere più autonomi e quindi più responsabili direttamente dei loro risultati, ebbe un impatto significativo.

Da questo punto di vista Pink, suggerisce di concedere l’autonomia e quindi la libertà in quattro precisi frangenti ossia, il compito da fare, il tempo in cui farlo, la tecnica da adottare per farlo ed il team con cui farlo.

L’autonomia crea coinvolgimento e presa di responsabilità.

Il secondo aspetto intrinseco su cui lavorare per aumentare la motivazione è quello di aumentare di volta in volta ed a piccoli passi la difficoltà di un compito affinché anche la competenza aumenti di pari grado.

In questo modo la compagnia di navigazione Green Cargo cominciò a migliorare le competenze dei propri impiegati fornendo dei compiti sempre più complessi.

L’incremento costante della propria competenza è fondamentale ma va fatto in maniera equilibrata.

Compiti troppo semplici e ripetitivi generano noia.

Compiti troppo difficili generano ansia.

Il terzo tipo di motivatore intrinseco è lo scopo, la missione per la quale stiamo lavorando, il nostro perché.

Secondo Pink dobbiamo ripetercelo costantemente e più è forte e rinforzato il perché maggiore sarà la nostra capacità di generare risultati costanti.

Secondo l’autore di “Drive”, “le persone hanno una spinta innata ad essere autonome, capaci di autodeterminarsi e di connettersi con altri e quando questa spinta, che la società inibisce, viene liberata, le persone ottengono molto di più ed arricchiscono sempre la loro vita.

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